Antichi riti erotici, richiamati dai tatuaggi sui corpi attraenti
e muscolosi degli uomini nudi che eccitano la fantasia.
Toraci e braccia coperte di disegni che richiamano antichissime ritualità. Simboli di energia sessuale, forti e aggressivi. Tatuarsi, un modo per stabilire un profondo legame col corpo, per uscire dall'omologazione.
Il termine deriva dal thaitiano "tatau", che vuol dire "scrivere, marcare sul corpo".
La pratica è nata come ornamento del corpo, da sempre gli uomini hanno decorato il proprio fisico, procurandosi cicatrici a fine decorativo o di riconoscimento,
Soprattutto nelle culture tribali veniva utilizzato per distinguere la provenienza dalla tribù, mimetizzare i guerrieri o come protezione dagli spiriti maligni.
Poi è passato ai Greci e Romani come marchio infamante sulla pelle di schiavi e prigionieri, diventando negli anni segno distintivo di carcerati, malavitosi e marinai, fino a quando negli anni 70-'80, periodo della sua massima diffusione: all'interno del movimento punk e di quello dei biker, esso diventa un simbolo di ribellione alla condizione sociale, un segno del proprio "dire no".
Arrivando ai giorni nostri dove la società dell'apparire se ne è appropriata, trasformandosi in una vera e propria tendenza, per esprimere la propria individualità all'interno di una società dove si va spesso verso l'omologazione dei soggetti.
Ma non solo, ha anche acquistato una valenza sexy ed erotica.
Voi che ne pensate? Date un'occhiata alla nostra fotogallery
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