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   NATALE: ISTRUZIONI PER L'USO
   Articolo scritto da: Ryan
Tutto ma proprio tutto sulla festa più attesa dell'anno


Natale….tempo di regali.
Un'affermazione automatica, istantanea.
Da dove nasce questa usanza e perché?
L'usanza di fare regali a Natale, diffusa in molte parti del mondo, ha in realtà origini antichissime e tutte romane.
La consuetudine deriva dalle "strenne" che la gente si scambiava come augurio di prosperità il primo giorno di gennaio.
Fu Tito Tazio (VII sec a.C.), il mitico re dei Sabini e vendicatore del celebre "ratto", a dare inizio a questa usanza, chiedendo in dono ai suoi sudditi un ramoscello d'alloro
o di ulivo colto nel bosco sacro della dea Strenia (da cui il nome di strenna).
In seguito l'usanza di scambiarsi un dono (e non necessariamente un ramoscello d'alloro o di ulivo) è rimasta, anche quando le possibilità economiche non lo permettevano e proprio per questo, spesso, uno stesso dono veniva ricevuto e regalato nuovamente a terzi.
………..la storia di Babbo Natale
Forse non tutti sanno che la prima persona della storia a portare dei doni è stato San Nicola di Bari, che veniva ricordato (il 6 dicembre) in groppa ad un asinello bianco, oppure ad un cavallo, mentre si recava nelle case dei bambini buoni carico di regali.
C'è anche la tradizione che lo ricorda in compagnia dello gnomo "Peter i Nero" che, invece, puniva i bambini cattivi.
L'unica analogia tra San Nicola e il Babbo che noi conosciamo è
la lunga barba bianca e una vecchia leggenda che vuole che il vescovo Nicola di Myra, per salvare dalla prostituzione le tre figlie di un pover'uomo che non poteva dar loro la dote, gettò loro tre sacchi d'oro dal camino.
Altre rivisitazioni successive della leggenda lo vogliono calare, anonimamente, cibo dai camini per le famiglie meno abbienti.
La sua fama si diffuse in tutto il mondo.
Furono gli olandesi che si spostarono in America fondando Nuova Amsterdam (divenuta poi New York) che, importando la tradizione di San Nicola (SINTER KLASS nella loro lingua), mantennero attiva nella memoria collettiva questa figura.
Il personaggio piacque molto anche ai coloni inglesi che trasformarono poi il nome in SANTA CLAUS.
Nel 1804, quando fu fondata la "New York Historical Society" e fu scelto San Nicola come patrono, i protestanti inglesi, non osservando le festività dei santi, decisero di spostare la visita di Santa Claus alla notte di Natale. Nel corso dell'Ottocento il personaggio fu dotato di renne.
Nel 1821 un tipografo newyorkese, William Gilley, pubblicò un poema su Santa Claus, dove era descritto come una persona molto bassa, che indossava una bito in pelliccia e guidava una slitta trainata da una sola renna.
Nel 1823, Clement Clark Moore scrisse un poema ispirato a quello di Gilley, dove immaginava Santa Claus come un piccolo elfo curioso che passava attraverso i caminetti e che giungeva nelle case dopo essersi calato per i camini, lasciando giocattoli nelle calze appese dei bambini. Il suo mezzo di trasporto era una slitta volante tirata da otto renne (Blitzen, Comet, Cupid, Dancer, Kasher, Donner ; Prancer e Vixen).
Il vestito rosso si affermò quando un tipografo di Boston introdusse in Marica la tradizine delle cartoline di Natale e nel 1885 pubblicò un Babbo Natale vestito di rosso.
In questo modo si smentisce la leggenda secondo la quale fu la Coca-Cola ad inventare l'iconografia di Babbo Natale cosi come oggi noi lo conosciamo.
Infatti, nei primi anni Trenta, per incrementare le vendite durante l'inverno la Coca-Cola assunse il disegnatore Haddon Sundblom che nei suoi disegni associò il Santa Claus grassottello e vestito di bianco e rosso con la bevanda.
Nonostante tutto, ancora oggi, da vescovo di Myra a testimonial della Coca-Cola e bersaglio dei no-global, il buon vecchietto
continua a consegnare doni a tutti quelli che hanno ancora voglia di sognare.
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