Il rapporto fra omosessualità e religioni non è mai stato particolarmente idilliaco, soprattutto in tutti quei paesi in cui i culti dominanti sono quelli di derivazione giudaico-cristiana, che mettono al primo posto il potenziale "riproduttivo" dei rapporti sessuali, dentro e fuori l'ambito religioso. Probabilmente è per questo motivo che il recente matrimonio cattolico di Sandra Alvino, donna dal 1982 e residente a Firenze, ha portato alla sospensione Don Andrea Santoro, che ha accettato di celebrarlo. Ad è questo stesso atteggiamento che spiega il comportamento intransigente del nostro Governo, come quello dell'ala cattolica del Partito Socialista Portoghese, che vuole indire un referendum per stabilire se la popolazione (che ha appena rieletto il premier José Socrates) è d'accordo o meno col programma di Governo che prevede l'apertura verso i matrimoni gay. Per fortuna abbracciare un religione non sempre vuol dire spegnere il proprio cervello. In questo senso un plauso va al regista hollywoodiano Paul Higgins, che dopo trentacinque anni ha deciso di abbandonare la Chiesa di Scientology, il culto motivazionale che tanto successo ha avuto nel mondo dello spettacolo statunitense. Il motivo per cui Paul Higgins ha deciso di andarsene è proprio l'atteggiamento totalmente omofobo di questo credo, che ultimamente ha partecipato attivamente - con tanto di donazioni - a diverse campagne anti gay in tutti gli USA. Fortunatamente non tutte le religioni sono come Scientology. A Washington D.C., nelle scorse settimane, si sono datti appuntamento duecento leader di congregazioni religiose ufficialmente riconosciute: cristiane (ovviamente non cattoliche), ebraiche, musulmane, buddhiste e molte altre ancora. Tutte hanno sottoscritto il Clergy United for Marriage Equality, un documento nel quale affermano il loro sostegno ai matrimoni fra le persone dello stesso sesso e all'inclusione delle persone omosessuali nei rispettivi culti senza discriminanti. Sarebbe bello se il loro gesto servisse da esempio in tutto il mondo...