Il Globalpost è una testata giornalistica online di un certo prestigio e ha deciso di dedicare un servizio al mondo dell'hard gay a Praga. I dati che emergono dall'indagine della giornalista Iva Scoch sono alquanto interessanti: una discreta quantità dei dodici miliardi di dollari di fatturato dell'hard gay (oltre un terzo degli indotti della pornografia nel suo insieme), sono dovuti alla frenetica attività della capitale ceca, che dopo la caduta del muro di Berlino è diventata la nuova capitale dell'hard gay europeo. Merito del fatto che per i ragazzi locali il sesso fra maschi non costituisce un marchio d'infamia (nella lingua ceca non esiste nemmeno una parola per indicare i gay), ma anzi può diventare un piacevole diversivo anche per tanti eterosessuali che vogliono arrotondare lo stipendio senza faticare troppo. In un certo senso i gay for pay (gli etero che si "giocano" al sesso gay sotto compenso) sono un fenomeno partito da qui, dove in effetti - complice anche la crisi economica - stanno aumentando esponenzialmente. Inoltre, se all'inizio si trattava di un fenomeno abbastanza sommerso, dopo che un gay for pay della BEL AMI (Tommy Hansen) è arrivato terzo all'edizione 2005 del Grande Fratello locale l'argomento è stato sdoganato e ha iniziato a diventare un vero e proprio fenomeno di proporzioni inedite, grazie anche ai numerosissimi siti hard gay che nell'est europa recuperano la loro materia prima. Curiosamente il fenomeno dei gay for pay, che hanno rapporti omosessuali con disinvoltura e senza complessi, ha fatto avvicinare all'industria dell'hard tanti gay dichiarati e ruspanti, cosa che fino a un decennio fa era decisamente rara (la maggior parte dei gay porn performer erano gay all'ultima spiaggia o bisessuali), spingendoli a vivere pubblicamente la loro carriera e la loro vita affettiva con estrema naturalezza. Siamo alle soglie di una nuova rivoluzione sessuale partita da Praga?