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Aug 24,2006


Il festiva del cinema si adegua ai tempi: Venezia inaugura il leone gay

di Salvio

VENEZIA. Credevamo che il Leone di Venezia fosse un leone e invece sarà una leonessa.
Almeno questo vien dato da pensare alla notizia che dal Festival del cinema 2007, la mostra aprirà ufficialmente ai gay, con un premio apposito (miglior opera a tematica omosessuale) equiparabile a quelli che da decenni vengono assegnati dal Sindacato Critici dalla Federazione della Stampa Cattolica.
Proprio così.
Al Lido il direttore della Mostra Marco Muller e Luigi Cuciniello direttore organizzativo della Biennale Cinema si sono incontrati con l'onorevole Franco Grillini, presidente dell'Arcigay e Daniel Casagrande organizzatore delle Giornate del Cinema Omosessuale, e hanno messo nero su bianco. L'anno prossimo opererà una giuria nominata dall'arcigay per premiare il film più "omo" tra quelli presentati alla Mostra.
Che dobbiamo dirvi. Venti e passa anni fa, quando si tenne il primo Festival del cinema gay fummo tra i primi a sottolineare che si trattava di un atto di coraggio. E di civiltà. Una minoranza maltrattata (anzi perseguitata) reclamava il diritto di esserci e di esprimersi. E un bel mucchio di registi potevano smettere di girare storie omosessuali mascherate da etero.
Oggi la minoranza è diventata maggioranza, certamente un fenomeno politicamente rilevante (il rifiuto dei pacs è costato forse alla destra la sconfitta elettorale).
I gay hanno ragione a essere "pride". Ora li lisciano personaggi politici che una volta li avrebbero presi a pedate nel fondo schiena. E adesso anche il Festival di Venezia s'è aggiunto alla schiera di quelli che vanno col liscio. Qualcuno dirà:<<Ma le avvisaglie s'erano già notate lo scorso anno col Leone d'Oro a "I segreti bi Brokeback Mountain">>.
No, il Leone fu giustamente assegnato a un bel film, che incidentalmente raccontava una love story tra uomini. Assegnare un bel premio ad hoc, stabilire un genere "a parte" come il western e l'horror, è curiosamente un altro modo per ghettizzare i gay, metterli in una gabbia, sia pure d'oro, dove raggruppare i "diversi".
Insomma, per vie contorte e misteriose si sta andando verso un nuovo razzismo. E questo perchè invece di considerare i gay per quello che sono (cioè esseri umani) si sono presi in considerazione solo come possibili elettori.

(Fonte: Libero)

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