WASHINGTON - Boicottata dalla potente Associazione della famiglia americana, un movimento conservatore evangelico con 3 milioni di tesserati e 200 stazioni radio, la Ford, il numero due dell'auto Usa, ha tolto dai media gay la pubblicità della Jaguar e della Land Rover, le sue marche più prestigiose.
E si è così esposta al contro boicottaggio della Campagna dei diritti umani, un gruppo di pressione gay con 600 mila iscritti, che per indurla a fare marcia indietro ha diffuso una email in tutta l'America. Presa fra due fuochi, la Ford ha dichiarato di avere sospeso la pubblicità della Jaguar e della Land Rover sui media gay "solo per ragioni di bilancio" evidenziando di aver mantenuto invece quella della Volvo, un altro suo marchio. Sui gay, le associazioni conservatrici evangeliche si sono già scontrate con altri colossi tra i quali la Microsoft e la Disney. L'America si trova alle prese con una guerra culturale strisciante dalle conseguenze imprevedibili. Il caso è esploso dopo che la Ford ha esteso alle coppie gay, in cui uno dei partner sia alle sue dipendenze, gli stessi diritti delle coppie sposate. L'Associazione della famiglia americana l'ha accusata di "spendere migliaia di dollari in appoggio agli obbiettivi degli omosessuali" e ne ha deciso il boicottaggio.
Allarmati, i concessionari della casa di Detroit, che rischiavano di perdere parte delle vendite, hanno chiesto e ottenuto un incontro. La Ford nega di essersi arresa ed essersi impegnata a non reclamizzare sui media gay altre marche come la Mercury e la Lincoln. Ma Donald Widmon, il direttore dell'Associazione, lo stesso che definisce "non cristiana" la cartolina natalizia del presidente Bush, ha finito per annullare il boicottaggio. "Evidentemente la Ford ha capitolato - ha protestato Joe Salmonese, il direttore della Campagna dei diritti umani -. Ha sempre fatto una politica liberal, ci è stata amica ma ora ha un problema d'immagine". In un comunicato, la Ford ha asserito che continuerà a difendere "la diversità tra i suoi dipendenti e tra i cittadini". E il portavoce Mike Moran ha insistito che la sua strategia pubblicitaria "non si basa sulla politica" ma è condizionata da un mercato in declino. La Ford, ha spiegato, fa pubblicità mirata: per raggiungere i neri, ad esempio, passa attraverso le chiese e i concerti gospel. Ma i precedenti della Microsoft e della Disney indicano che la Ford dovrà prendere una posizione ferma. La Microsoft fu attaccata da gruppi religiosi fondamentalisti dopo avere appoggiato un progetto di legge a favore dei gay nello stato di Washington, dove ha il quartiere generale. Si tirò indietro, smentendo di avere ceduto alle pressioni e dicendo che non si poteva pronunciare su una questione sociale troppo scottante. Ma fu scossa da una sollevazione interna, e ritornò a propugnare il disegno legge. La Disney venne boicottata dall'Associazione della famiglia americana per 9 anni, fino al maggio scorso. Il boicottaggio fu abbandonato perché non diede grossi risultati. Dopo che Widmon si è professato "soddisfatto della buona fede della Ford, sebbene rimangano divergenze", l'Alleanza dei gay e delle lesbiche e la Lega bisessuale e transessuale, che affiancano la Campagna dei diritti umani, hanno chiesto un colloquio col gigante dell'auto.
Il portavoce Moran non ha commentato limitandosi a ribadire che "la nostra società è orgogliosa di non avere mai discriminato nessuno". Ma l'America, nella maggioranza contraria ai matrimoni gay, segue la vicenda con estrema attenzione. L'ascesa della destra cristiana e la sua battaglia contro gli omosessuali furono tra i temi più controversi delle elezioni di un anno fa e la rielezione del presidente Bush venne attribuita anche al sostegno da essa fornitole. Ritornano alla ribalta mentre si apre un'altra campagna elettorale, quella per il Congresso nel novembre del 2006.
Fonte: Corriere della Sera
data: 8 dicembre 2005