SYDNEY - Gay e vittime di preti pedofili manifestano contro il Papa.
Circa un migliaio di appartenenti alla No To Pope Coalition e d'impronta dichiaratamente gay hanno manifestato pacificamente per protestare contro l'opposizione del papa all'omosessualità e alla contraccezione lanciando preservativi contro i pellegrini ed indossando maglietta con scritte come "Grazie a Dio sono ateo'', "Benedicimi Padre perché sono gay' e "i preservativi salvano vite". L'unico ad essere arrestato è stato un pellegrino che ha reagito alla manifestazione con insulti tentando di scavalcare il cordone di polizia, mentre la maggior parte dei pellegrini reagivano con sorrisi, saluti e slogan religiosi. I manifestanti, nel cui gruppo campeggiava la papessa Alice, una drag queen con mitra e paramenti viola, intendono proseguire a oltranza con la loro manifestazione mobile, e sono pronti a distribuire ai pellegrini un totale di 6000 preservativi.
Erano presenti anche alcune vittime di abusi sessuali e i loro familiari, che hanno ripetuto ai giornalisti che "le scuse non bastano", come hanno dichiarato in questi giorni i genitori delle due sorelle violentate da un sacerdote a Melbourne, Emma e Katie Foster, che avrebbero rifiutato un accordo extragiudiziale e l'offerta di 50.000 dollari australiani, dal cardinale George Pell, ritenuto responsabile di non aver preso i dovuti provvedimenti all'epoca in cui era vescovo di Melbourne. Il sacerdote abusatore e' infatti morto da anni, cosi' come, purtroppo, una delle ragazze, che si e' suicidata in conseguenza dello stupro mentre l'altra, divenuta alcolista, e' rimasta gravemente invalida dopo un incidente stradale imputabile anch'esso alla violenza subita. Proprio a sostegno dei Foster, che avevano chiesto di incontrare il Pontefice, l'organizzazione "Broken Rites", gruppo di aiuto alle vittime di abusi sessuali commessi in seno alla Chiesa, ha deciso di manifestare oggi insieme all'organizzazione "No al Papa"contro le posizioni della Santa Sede in tema di omosessualita', aborto e Aids.