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Oct 06,2007


Il caso Wanna Marchi? Un musical

di Ryan

Un televisore che nel secondo atto diventa una prigione. E dietro le sbarre c'è Anna Sarchi, alter ego teatrale di Wanna Marchi, protagonista di uno dei casi giudiziari che più hanno tenuto banco negli ultimi anni. Ispirandosi all'ascesa e caduta dell'ex regina delle alghe, l'associazione «Avvocati in scena» ha realizzato «Teletruffa alla crema», un musical che debutterà all'Ambra Jovinelli il 3 dicembre. Vanna Marchi e la figlia, Stefania Nobile, condannate a dieci anni in primo grado e in attesa del processo d'appello, avrebbero voluto recitare nel ruolo di se stesse, ma il presidente dell'associazione, il penalista Fabrizio Gallo, è disposto soltanto a invitarle come spettatrici. Chissà se accetteranno.

«La richiesta della signora e della figlia non era assurda, visto che sono parti in causa», osserva il difensore delle imputate, Liborio Cataliotti. La televenditrice tace, ma affida un messaggio al suo legale: «Non essendo stata coinvolta, mi riservo di verificare se è stato leso qualche mio diritto». Sul palco ci saranno 15 avvocati, ma nella vita reale indossano la toga anche le coreografe Sarah Masato e Alessandra Villanucci. E Andrea Ricci, tecnico dell'audio e delle luci, è praticante in uno studio legale. Insomma, a parte la sceneggiatura scritta da una professionista, Alessandra Arcuri, la compagnia (in 90 minuti e con 16 canzoni) si cimenterà in una storia che le è familiare. «Ovviamente non è un caso — spiega Gallo, regista del musical —. Volevamo rappresentare un caso giudiziario proprio perché siamo avvocati. La scelta è caduta su Wanna Marchi perché è una vicenda su cui si può ironizzare. Avevamo pensato anche a Cogne, ma non si può fare del sarcasmo sull'omicidio di un bambino». Sarà infatti «un'interpretazione in chiave un po' comica», promette Rossella Allamprese, l'Anna Sarchi dello spettacolo, civilista ma anche cantante jazz e attrice. Al centro della storia, le sventure di Sofia (Alessandra Arcuri), una casalinga squattrinata (e un po' disperata) che si lascia irretire dalle promesse della televenditrice e della figlia, Serena Mobile (Daniela Garbarino).

Grazie alle creme vendute via etere Sofia diventa bella, ma non le basta, vuole la ricchezza. Anna Sarchi, in cambio di 35 mila euro, le consiglia i numeri «giusti» da giocare al Lotto e la invita, intanto, a comprare ciò che vuole. Sofia acquista borse Chanel, scarpe Gucci, gioielli Bulgari, un'auto, una casa al mare... ma la vincita non arriva. Si indebita di altri 30 mila euro perché il mago Mario Pacheco do Nascimiento (condannato a quattro anni con sentenza definitiva e latitante; interpretato da Vincenzo Masullo) le tolga il malocchio, ma neppure così funziona. Alla fine del primo atto l' ufficiale giudiziario intima lo sfratto per morosità e solo così Eugenio (Ermanno Pacanowski), il marito di Sofia, scopre che i soldi dell'affitto sono finiti alla televenditrice. Nel secondo atto c' è il processo, sfilano i testimoni, Eugenio — separato e poi pentito — nomina un avvocato per la moglie. La coppia si rappacifica e Anna Sarchi e la figlia vengono condannate a usare per dieci anni le loro creme. Alla lettura della sentenza la televenditrice grida: «No, voglio andare in carcere!». L'ultima canzone contiene la morale della favola. Un messaggio che Gallo sintetizza così: «Accontentati di ciò che hai, non pretendere ciò che non puoi avere».

(dalla rete)

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Commenti (3 inviato) 
  • ma perchè stupirsi? perchè condannare un sito che da una notizia grazie a loro io adesso so altrimenti......... continuate così e .................. ricordatevi che la notorietà non la danno i giornali ma le persone che seguono. le due non sono poi così male hanno semplicemente sfruttato la debolezza di questo stato di merda che abbandona le persone dopo avergli diagnosticato un tumore.......e normale essere deboli in un momento così, ma la cosa scandalosa non è della marchi ma dell'abbandono delle istituzioni!!!!!
  • (Inviato in data October 31, 2006, 9:01 am cristian)

  • Vergogna allo staf di Popkorn che da ancora "celebrità" a due donnacce del genere. VERGOGNA, VERGOGNA,VERGOGNA!!!!!!!!!!!!! Due persone che hanno truffato parecchie persone la cui unica colpa è stata quella di essere "creduloni". Questo "squallido articolo", anche se in negativo, da ancora un palcoscenico a due "fenomeni da baraccone" che meriterebbero, invece, la piu completa non curanza DI TUTTI ma in primo luogoil non interessamento da parte dei media che dovrebbero esere i primi piu attenti a tali tematiche. Un consiglio? Levate immediatamente tale articolo dalla Vostra rubrica, ne guadagnate sicuramente in rispetto e qualità del servizio di informazione che date.
  • (Inviato in data October 31, 2006, 9:00 am Alex)

  • Sono allibito che la stampa, ma in genere l'opinione pubblica dia ancora notorietà a persone del genere che hanno giocatu sull'ingenuita piu recondita della povera gente.
  • (Inviato in data October 31, 2006, 8:01 am ro)


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