È quasi incredibile pensare a quanto infondo tutto ciò che riguarda noi, dentro e fuori muta costantemente. Eppure in tutto questo riusciamo a conservare un senso di continuità.
Unica è la nostra pelle, il nostro corpo , la nostra anima, per quanti mutamenti si trova ad affrontare .
Ed in tutto questo cosa ho da dire a riguardo ?
Avereventanni, e troppi sassi nel cervello.
Mi capita spesso di guardarmi indietro, trafitto da un velo nostalgico. Sembrano essere passati tanti e tanti anni, da quando sedevo su quei banchi di scuola,da quando mi sentivo così libero e spensierato, da quando in una giornata avevo così tante cose da fare , che finivo per non combinare nulla.
Anche ora del resto finisco sempre per non combinare nulla. Forse perché quel nulla mi appartiene ormai. Studiare è diventato un peso, mi sento solo, le giornate conitnuano a passare sempre tutte uguali .
Io e i miei libri.
Io e i miei ricordi.
Io e i miei desideri.
la mattina stento ad alzarmi,è insopportabile vivere in questo modo.
Entro in bagno. Riprendo in mano quel rasoio.
No. Non posso tornare a rifarlo.
Esco dicendomi” vergognati “
Ripenso a P. mentre mangia il gelato insieme al suo nuovo ragazzo.
È così brutto.il suo cervello non appare pieno di sentieri.
Stento a raziocinare che lo abbia preferito a me.
Tonfa il cuore. Tremo.
È tardi per farsene una ragione.
Ora che un anno è trascorso.
Ora che tutto sembra essere così diverso, ma infondo è rimasto uguale.
Ci sono io, i miei tormenti, quei pochi sogni che mi spingono a vivere,
quei pochi battiti che sento ancora se ti penso, e si confondono fra la rabbia e la paura, di non stringerti più.
.Dimmi quando questo inferno finirà.
“se non ti cerco non vuol dire che mi hai perso.“
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